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E', altresì, accreditata a tenere corsi di formazione ai sensi del D.M. 180/2010
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Regolamento di Conciliazione
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Regolamento di Conciliazione
 

IN VIGORE DAL 06 AGOSTO 2011 

 
P R E M E S S A

 

A= Il presente regolamento di procedura si ispira ai principi di informalità, rapidità e riservatezza ed ai principi indicati nel D.Lgs n. 28/2010 e del D.M. 180/2010; è, in ogni caso, vietata l’iniziativa officiosa del procedimento.

B= Il regolamento contiene l’indicazione del luogo dove si svolge il procedimento di Mediazione, che è derogabile soltanto su accordo delle parti; altre disposizioni del regolamento sono derogabili per accordo delle parti; il regolamento assicura la possibilità che il mediatore designato, al verificarsi di alcune condizioni, concluda il procedimento con una proposta di conciliazione.

C= Il regolamento stabilisce le cause di incompatibilità allo svolgimento dell’incarico;

D= Il regolamento, in ogni caso, prevede che il procedimento di Mediazione possa avere inizio dopo la sottoscrizione da parte del mediatore designato della dichiarazione di imparzialità.

E= Le parti hanno diritto di accesso agli atti del relativo procedimento che il responsabile, designato dall’organismo, è obbligato a custodire in apposito fascicolo debitamente registrato e numerato nell’ambito del registro degli Affari di Mediazione; i dati, comunque raccolti, sono trattati nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 203, n 196, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”.
Il predetto registro viene istituito e tenuto dall’organismo in forma cartacea ed informatica; in esso vengono iscritti tutti gli affari di Mediazione, che ricomprendono le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo (cronologico), i dati identificativi delle parti, l’oggetto della controversia, il mediatore designato, la durata del procedimento ed il relativo esito.
Il legale rappresentante dell’organismo deve presentare senza indugio al responsabile, che ne faccia richiesta per ragioni attinenti all’esercizio dei poteri previsti dal Regolamento di cui al D.Lgs. 28/2010 e D.M. 180/2010, i dati raccolti e i documenti conservati.

F= Ulteriori registri o annotazioni possono essere stabiliti con determinazione del responsabile, previamente comunicate agli iscritti.

G= L’organismo conserverà, almeno per un triennio dalla data di esaurimento del mandato, la relativa documentazione.

H= Il mediatore designato deve eseguire personalmente la sua prestazione.
I= Chiunque presti la propria opera o il proprio servizio nell’organismo è tenuto all’obbligo di riservatezza su tutto quanto appreso per ragioni dell’opera o del servizio.
L= Al mediatore ed ai suoi ausiliari è fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, ad eccezionedi quelli strettamente inerenti alla prestazione dell’opera o del servizio; è fatto loro espresso divieto di percepire direttamente compensi dalle parti.
M= Al mediatore è fatto, altresì, obbligo di:
·         sottoscrivere per ciascun affare per il quale è designato una dichiarazione di imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di procedura applicabile, nonche' gli ulteriori impegni eventualmente previsti dal medesimo regolamento;
·         informare immediatamente l'organismo, ed eventualmente le parti dell'affare in corso di trattazione, delle vicende soggettive che possano avere rilevanza agli effetti delle prestazioni conciliative e dei requisiti individuali richiesti ai fini dell'imparzialità dell'opera;
·         corrispondere immediatamente a ogni richiesta del responsabile in relazione alle previsioni contenute nel regolamento.
La violazione degli obblighi di cui alla lettera M del presente regolamento, determina il venire meno dei requisiti di onorabilità;
N= I mediatori che abbiano dichiarato la propria disponibilità a svolgere funzioni di mediazione per l’organismo, dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:
·         requisiti di qualificazione professionale dei mediatori per i quali, deve risultare provato il possesso di una specifica formazione acquisita tramite la partecipazione a corsi di formazione tenuti da enti pubblici, università o enti privati accreditati presso il responsabile in base ai criteri fissati a norma del DM 180/2010;
·         possesso, da parte dei conciliatori, dei seguenti requisiti di onorabilità:
a.    non avere riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva, anche per contravvenzione;
b.    non avere riportato condanne a pena detentiva, applicata su richiesta delle parti, non inferiore a sei mesi;
c.    non essere incorso nell'interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;
d.    non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza; e.    non avere riportato sanzioni disciplinari diverse dall'avvertimento.
1. Il presente regolamento di procedura si fonda su criteri di riservatezza del procedimento; le modalità di nomina del mediatore ne garantiscono l'imparzialità e l'idoneità al corretto e sollecito espletamento dell'incarico.
2. Il procedimento di conciliazione, ove le parti non raggiungano un accordo, si conclude con una proposta del conciliatore rispetto alla quale ciascuna delle parti, se la conciliazione non ha luogo, indica la propria definitiva posizione ovvero le condizioni alle quali è disposta a conciliare. Di tali posizioni il conciliatore dà atto in apposito verbale di fallita conciliazione, del quale viene rilasciata copia alle parti che la richiedano. Il conciliatore dà altresì atto, con apposito verbale, della mancata adesione di una parte all'esperimento del tentativo di conciliazione.

3. Le dichiarazioni rese dalle parti nel corso del procedimento non possono essere utilizzate, salvo quanto previsto dal comma 5 dell’Art. 40 del D.Lgs 05/03, nel giudizio promosso a seguito dell'insuccesso del tentativo di conciliazione, ne' possono essere oggetto di prova testimoniale.

 

 

 

4. Dal momento della comunicazione alle altre parti con mezzo idoneo a dimostrare l'avvenuta ricezione, l'istanza di conciliazione proposta all’organismo produce sulla prescrizione i medesimi

 

effetti della domanda giudiziale. La decadenza e' impedita, ma se il tentativo fallisce, la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza decorrente dal deposito del verbale di cui al comma 2 dell’Art. 40 del D.Lgs 05/03, presso la segreteria dell'organismo di conciliazione.

5. La mancata comparizione di una delle parti e le posizioni assunte dinanzi al conciliatore sono valutate dal giudice nell'eventuale successivo giudizio ai fini della decisione sulle spese processuali, anche ai sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile. Il giudice, valutando comparativamente le posizioni assunte dalle parti e il contenuto della sentenza che definisce il processo dinanzi a lui, può escludere, in tutto o in parte, la ripetizione delle spese sostenute dal vincitore che ha rifiutato la conciliazione e può anche condannarlo, in tutto o in parte, al rimborso delle spese sostenute dal soccombente.

6. Qualora il contratto ovvero lo statuto della società prevedano una clausola di conciliazione e il tentativo non risulti esperito, il giudice, su istanza della parte interessata proposta nella prima difesa, dispone la sospensione del procedimento pendente davanti a lui fissando un termine di durata compresa tra trenta e sessanta giorni per il deposito dell'istanza di conciliazione davanti ad un organismo di conciliazione ovvero quello indicato dal contratto o dallo statuto. Il processo può essere riassunto dalla parte interessata se l'istanza di conciliazione non è depositata nel termine fissato. Se il tentativo non riesce, all'atto di riassunzione è allegato il verbale di cui al comma 2. In ogni caso, la causa di sospensione si intende cessata, a norma dell'articolo 297, primo comma, del codice di procedura civile, decorsi sei mesi dal provvedimento di sospensione.

7. Nel verbale conclusivo del procedimento debbono essere indicati gli estremi dell'iscrizione dell'organismo di conciliazione nel registro di cui all'articolo 38.

8. Se la conciliazione riesce è redatto separato processo verbale, sottoscritto dalle parti e dal conciliatore. Il verbale, previo accertamento della regolarità formale, è omologato con decreto del Presidente del Tribunale nel cui circondario ha sede l'organismo di conciliazione, e costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

 

Regolamento di conciliazione

 

 
 


 
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